martedì 25 settembre 2007

DUE DI DUE

Il libro è diviso in due parti: la prima parte che descrive la nascita dell’amicizia tra Mario (il narratore) e Guido, durante il periodo dell’adolescenza. I due ragazzi si conoscono tra i banchi di un liceo e diventano molto uniti, creando un legame di amicizia davvero forte. Guido è una persona estroversa, piace molto alle ragazze e diventa un modello per Mario, che lo ammira molto, tanto da cercare di avvicinarsi a lui sempre di più. In seguito Guido decide di lasciare il liceo che non sopporta e comincia a viaggiare per il mondo alla ricerca di luoghi, cose e persone che lo rendano felice, senza mai trovarne. Questa prima parte si conclude con la morte del secondo marito della madre di Mario, che lascia al figliastro una discreta somma di denaro, con l'indicazione di "farne qualcosa di convincente". La seconda parte del libro si apre con la decisione di Mario di lasciare l’università e di mettere a frutto i soldi ricevuti in eredità, andando alla ricerca di un luogo lontano da tutto in cui poter trovare la felicità. Così decide di andare a vivere a Gubbio, nella campagna umbra, dove compra due case semidistrutte. Qui inizia a lavorare molto per rimettere le due case a posto con l’utilizzo di materiali naturali, senza alcuna tecnologia. Così piano piano riesce a ristrutturare le due case, a costruire una famiglia molto solida e a fondare una cooperativa agricola, che lavora con dei metodi di cultura naturale, in modo del tutto autosufficiente. Questo mentre Guido vaga per il mondo in compagnia di ragazze sempre diverse, senza trovare alcuna stabilità, anzi, perdendo anche quella poca che aveva trovato. Così infatti muore in un incidente in macchina, mentre stava andando a Milano e alla notizia tragica, Mario da fuoco alla seconda casa accanto alla sua, che aveva lasciato per accogliere Guido, appena lui lo avesse voluto.
Mi è piaciuto molto il fatto che nel corso di tutta la storia si rovesciano i ruoli, ovvero: durante l’adolescenza è Guido il ragazzo dal carattere forte, che conquista ogni donna e che ha potere durante le discussioni nelle assemblea, un vero esempio per Mario, che ha bisogno dell’amico per sentirsi più sicuro; mentre da adulti Mario rappresenta la stabilità e la felicità che Guido cerca in giro per il mondo, ma che non riesce mai a trovare.
Mi piace molto il carattere di Mario, perché crescendo riesce a cambiare completamente e lui, che da adolescente non era molto contento, diventa davvero forte, felice e soddisfatto della vita.


OLIVER TWIST

Oliver Twist è la storia di un orfano prima segregato in un ospizio di mendicanti e poi messo a vivere tra ladri e prostitute. Tutto inizia in un paesino dell’Inghilterra nel XIX secolo, con una vagabonda che muore dando alla luce un bambino, il cui nome sarà Oliver Twist. Fino all’età di nove anni, il bambino, resta in orfanotrofio ma la fame e le continue punizioni lo spingono a fuggire. Arriva a Londra e fa casualmente conoscenza con un giovane che approfitta della sua ingenuità per introdurlo in una banda di ladruncoli capeggiata dall'ebreo Fagin. Un giorno i borsaioli derubano un vecchio gentiluomo, il signor Bronlow. Oliver fugge inorridito, ma, scambiato per il vero ladro, viene arrestato. Bronlow lo discolpa e lo ospita a casa sua, ma per ordine di Fagin, che aveva paura delle possibili rivelazioni che Oliver poteva fare, due della banda di briganti riprendono il ragazzo. Così Oliver, costretto nuovamente a fare il ladro, partecipa ad un'impresa ladresca ma il colpo va male e Oliver viene ferito ad una spalla da un colpo di pistola.
Finalmente, delle persone buone e generose riescono a salvare Oliver, facendogli ritrovare la salute e un po’ di serenità. Nel frattempo l’ebreo sta studiando un piano per riprendere Oliver, ma una della banda, che è sempre stata buona con Oliver, svela il complotto e per questo tradimento viene uccisa. L'assassino, costretto a nascondersi, viene rintracciato e mentre tenta di fuggire rimane accidentalmente impiccato. Il signor Bronlow, saputa tutta la vicenda, fa arrestare Fagin e la sua banda. Qui vengono anche alla luce degli episodi sulla vita di Oliver , come la scoperta di un fratellastro che tentava di uccidere Oliver per prendere anche la sua parte di eredità. Il libro si conclude in modo bello, perché Oliver, dopo molti anni finalmente riesce ad essere felice, perché viene adottato da Bronlow che lo educherà con l'affetto di un padre. Questo libro mi è piaciuto abbastanza anche se a Oliver gliene succede davvero troppe. E’ un susseguirsi di sventure che (ovviamente) terminano con un lieto fine. Per questo mi sembra una storia un po’ troppo “costruita”.


IL TEMPO DI CAMBIARE

Questo libro è un saggio che descrive la situazione globale che tutti noi ci troviamo a vivere dopo le rapide trasformazioni avvenute negli ultimi trent’anni. Questi cambiamenti hanno fatto risaltare maggiormente i contrasti, sia politici che economici, quali ricchezza e povertà, potere e mancanza di potere, profitto ed etica, legalità e illegalità, guerra e pace e così via. E’ sconcertante vedere che ala fine del XX secolo i paesi ad “alto reddito” , che contavano circa il 15% della popolazione mondiale, controllavano l’80% delle risorse del globo, mentre i paesi a “basso reddito”, con il 50% della popolazione globale, possedevano solo il 5% delle risorse mondiali. Questo è solo uno dei tanti esempi che è riportato nel libro dall’autore, che si pone in posizione critica rispetto al modello di modernità prevalente nei paesi sviluppati e cerca di trovare dei rimedi.
Questo libro mi è sembravo pesante nel modo di scrivere. Ho trovato davvero molte difficoltà a leggerlo, infatti l’ho un po’ tirato via. Penso di non avere conoscenze abbastanza sufficienti per poter comprendere un libro come questo, perché per capirlo uno deve conoscere abbastanza bene gli argomenti trattati ed io, molte cose di cui tratta l’autore, non ne ho neanche mai sentito parlare.

1 commenti:

Anathea ha detto...

Ragazzi mi sewmbra proprio un'ottima idea quella che avete avuto di ritrovarvi qui. La mia classe non avrebbe mai resistito nemmeno un giorno insieme.
Spero proprio che ci ritroveremo su Critica Letteraria e, visto che tra poco apriremo le collaborazioni agli esterni, mi chiedevo se qualcuno di voi fosse interessato al progetto: si tratta sempre di recensioni librarie o altri eventi che coi libri hanno a che fare. Ditemi!

Buon weekend a tutti
Anathea