“Le avventure di Oliver Twist”
Questo libro di Charles Dickens narra la storia di un orfano che, morta la madre dopo averlo messo al mondo e non avendo mai saputo nulla del padre, viene cresciuto in un orfanotrofio dove è costretto a lavorare. Ma la fame e le punizioni che subisce lo portano a scappare arrivando a Londra dove fa conoscenza con un giovane che lo conduce da un vecchio, “Fagin” che approfittandosi dell’ingenuità del nuovo arrivato, gli insegna a rubare e verrà poi incolpato ingiustamente di aver derubato il signor Brownlaw.
Nonostante l’accusa rivolta Oliver, il signor Brownlow si rende conto delle sue pessime condizioni e si prende cura di lui.
Ma per ordine di Fagin, Sikes un altro malvivente, si riprende il ragazzo, riportandolo nel covo della banda di ladri.
Oliver riuscirà a ritornare dal buon signor Brownlaw solo dopo la morte accidentale di Sikes e l’arresto di Fagin.
Adottato così da Brownlaw verrà educato con l’affetto di un padre.
Il libro, a mio parere, scorre bene nella lettura coinvolgendo il lettore, ma alcune scene sono tanto fredde da essere troppo toccanti. Questo però penso sia un motivo per cui non ci si stanca di leggerlo.
“Il dio delle piccole cose”
Questo libro di Arundhati Roy narra la storia di una famiglia del Kerala (India) ma soprattutto quella di due gemelli Estha e Rahel, “una rara specie di gemelli siamesi, separati nel corpo ma con identità fuse insieme”, e della madre Ammu, che con loro fugge dal marito violento e ritorna ad Ayemenen presso i genitori.
I fratelli, insieme a Sophie Moll, loro cugina, decidono di fuggire per sentirsi più cercati e amati dai genitori, ma durante la traversata del fiume Minachal, Sophie Moll muore annegata. Viene ingiustamente accusato dalla polizia Velutha, l’amante di Ammu.
La narrazione inizia quando tutto questo è già accaduto, e i due gemelli tornano ad Ayemenem già adulti, dopo altri avvenimenti.
La narrazione si sposta anche sul popolo indiano, sulla terra, sui tempi, sui luoghi; ricostruisce cultura, arte, lingua, avvenimenti e tradizioni; è movimentata dal passaggio ininterrotto dal presente al passato e da questo al futuro.
“Figlia di una vestaglia blu”
Il libro, di Simona Baldanzi, è un romanzo che parla del lavoro dei minatori, lontani da casa, operai del sud venuti a lavorare nel Mugello, a costruire nelle montagne il passaggio per il treno ad alta velocità.
Simona sta per laurearsi all’università e decide di scrivere la sua tesi su questi minatori e cosi comincia distribuendo questionari, e frequentando i cantieri giorno dopo giorno fino a costruire un rapporto con loro, le “tute arancioni”, diventando per loro la “ragazza dei questionari”.
Li vede lavorare duramente nelle gallerie, ingoiare polvere, e il loro essere combattivi e dolenti le fa ripensare al suo passato, al suo paese, alla sua infanzia. La madre era un’operaia nella fabbrica della rifle: “Potrei raccontarti che ho fatto una tesi sui lavoratori dell’Alta Velocità, che è stato come farla sui miei genitori operai…”
Le tute arancioni come le vestaglie blu: vite semplici e faticose.
Questo è stato il libro che mi è piaciuto di più per il particolare contenuto, un argomento raramente affrontato ma sul quale sarebbe interessante approfondire: le condizioni degli operai.
Questo libro di Charles Dickens narra la storia di un orfano che, morta la madre dopo averlo messo al mondo e non avendo mai saputo nulla del padre, viene cresciuto in un orfanotrofio dove è costretto a lavorare. Ma la fame e le punizioni che subisce lo portano a scappare arrivando a Londra dove fa conoscenza con un giovane che lo conduce da un vecchio, “Fagin” che approfittandosi dell’ingenuità del nuovo arrivato, gli insegna a rubare e verrà poi incolpato ingiustamente di aver derubato il signor Brownlaw.
Nonostante l’accusa rivolta Oliver, il signor Brownlow si rende conto delle sue pessime condizioni e si prende cura di lui.
Ma per ordine di Fagin, Sikes un altro malvivente, si riprende il ragazzo, riportandolo nel covo della banda di ladri.
Oliver riuscirà a ritornare dal buon signor Brownlaw solo dopo la morte accidentale di Sikes e l’arresto di Fagin.
Adottato così da Brownlaw verrà educato con l’affetto di un padre.
Il libro, a mio parere, scorre bene nella lettura coinvolgendo il lettore, ma alcune scene sono tanto fredde da essere troppo toccanti. Questo però penso sia un motivo per cui non ci si stanca di leggerlo.
“Il dio delle piccole cose”
Questo libro di Arundhati Roy narra la storia di una famiglia del Kerala (India) ma soprattutto quella di due gemelli Estha e Rahel, “una rara specie di gemelli siamesi, separati nel corpo ma con identità fuse insieme”, e della madre Ammu, che con loro fugge dal marito violento e ritorna ad Ayemenen presso i genitori.
I fratelli, insieme a Sophie Moll, loro cugina, decidono di fuggire per sentirsi più cercati e amati dai genitori, ma durante la traversata del fiume Minachal, Sophie Moll muore annegata. Viene ingiustamente accusato dalla polizia Velutha, l’amante di Ammu.
La narrazione inizia quando tutto questo è già accaduto, e i due gemelli tornano ad Ayemenem già adulti, dopo altri avvenimenti.
La narrazione si sposta anche sul popolo indiano, sulla terra, sui tempi, sui luoghi; ricostruisce cultura, arte, lingua, avvenimenti e tradizioni; è movimentata dal passaggio ininterrotto dal presente al passato e da questo al futuro.
“Figlia di una vestaglia blu”
Il libro, di Simona Baldanzi, è un romanzo che parla del lavoro dei minatori, lontani da casa, operai del sud venuti a lavorare nel Mugello, a costruire nelle montagne il passaggio per il treno ad alta velocità.
Simona sta per laurearsi all’università e decide di scrivere la sua tesi su questi minatori e cosi comincia distribuendo questionari, e frequentando i cantieri giorno dopo giorno fino a costruire un rapporto con loro, le “tute arancioni”, diventando per loro la “ragazza dei questionari”.
Li vede lavorare duramente nelle gallerie, ingoiare polvere, e il loro essere combattivi e dolenti le fa ripensare al suo passato, al suo paese, alla sua infanzia. La madre era un’operaia nella fabbrica della rifle: “Potrei raccontarti che ho fatto una tesi sui lavoratori dell’Alta Velocità, che è stato come farla sui miei genitori operai…”
Le tute arancioni come le vestaglie blu: vite semplici e faticose.
Questo è stato il libro che mi è piaciuto di più per il particolare contenuto, un argomento raramente affrontato ma sul quale sarebbe interessante approfondire: le condizioni degli operai.
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