Un libro
Stendhal
Il rosso e il nero
Einaudi
Giuliano Sorel è un giovane ambizioso di povere origini. Essendo dotato per le lettere latine e la teologia viene preso sotto la tutela del curato della parrocchia di Verriéres. Diventa precettore nella casa del sindaco della cittadina, Mounsieur Renal. Le sue ambizioni di potere lo spingono a conquistare la moglie del sindaco Madame de Renal, della quale lui si innamora, purtroppo il loro amore viene scoperto e il giovane Giuliano è costretto a scappare a Besancon dove si iscrive al seminario. Durante il soggiorno in seminario, Giuliano riesce a farsi amicizie importanti che lo portano a lavorare come segretario nella casa del marchese de
La continua ricerca del potere,
Andrea De Carlo
Due di Due
Einaudi
La grande amicizia tra i due personaggi Mario e Guido nasce al ginnasio. I due ragazzi sono molto diversi fra loro, Guido ha un animo rivoluzionario vorrebbe poter cambiare il mondo, mentre Mario è un ragazzo tranquillo e timido. Guido avendo queste idee così grandi non riesce a vivere bene a milano, partecipa alle manifestazioni e alle attività della scuola ma poco dopo decide di abbandonare gli studi e di partire per girare il mondo. Mario si ritrova solo, si iscrive all’università, ma questo non fa altro che aumentare la sua depressione. Però accade qualcosa di strano, eredita dei soldi dal marito di sua madre quindi decide di trasferirsi in campagna per coltivare dei campi in modo biologico. In una libreria incontra una ragazza Martina, da cui ha due gemelli. Con altri aiuti riescono a fondare una cooperativa agricola e ha riscuotere un grande successo. Durante tutto questo periodo Guido ha spedito delle lettere a Mario dove gli racconta i suoi viaggi tra l’Europa, l’Australia e l’America. Dopo tutto questo peregrinare Guido si trasferisce a casa di Mario e qui scrive il suo romanzo, Canemacchina. Viene pubblicato e riscuote un discreto successo.
Questo libro mi è piaciuto, parla di una amicizia che sopravvive a molte difficoltà, della voglia di vivere e la riscoperta delle origini della vita di campagna.
Simona Baldanzi
Figlia di una vestaglia blu
Fazi editore
Simona, arrivata alla fine dell’università decide di tenere la sua tesi sugli operai che lavorano nel cantiere dell’alta velocità nel Mugello, le così dette “tute arancioni”. Grazie alla tesi lei attraversa la sua infanzia fino a ricordare sua madre, operaia della Rifle per trent’anni. Passa la maggior parte del suo tempo tra i minatori che vivono, lavorano e mangiano nello stesso luogo lontani dalla propria famiglia, distribuisce questionari per cercare di capire e combattere la solitudine che legge nei volti dei minatori. Mi è piaciuto molto, anche perché parla di una realtà molto spesso dimenticata e lontana da noi, di cui preferiamo non curarci. È molto scorrevole e trapela sempre la grande partecipazione dell’autrice al tema del lavoro. Da leggere.
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