OLIVER TWIST di CHARLES DICKENS
Intorno al 1830 Agnese Fleming partorisce in un’ospizio dell’Inghilterra un bambino che subito dopo la sua nascita rimane orfano dei due genitori, essendo morto anche suo padre Edwin Leeford ammalatosi a Roma. Questo bimbo del Comune viene chiamato Oliver Twist dal signor Bumble, mazziere comunale dell’Ospizio. Oliver ignaro del passato della sua famiglia e di avere soprattutto un fratello vive un’infanzia difficile subendo maltrattamenti e umiliazioni, vivendo nella sporcizia,nella povertà e nella paura. Inizialmente viene mandato a lavorare dal signor Sowerberry, imprenditore di pompe funebri, e successivamente conosce l’ebreo Fagin, che lo vuole fare diventare un perfetto ladro. Conosce molti personaggi di male affare ed egoisti, che cercano di truffare il prossimo per i loro interessi personali grazie ai quali sarà coinvolto in avvenimenti che lo porteranno a capire che attorno a lui aleggia un mistero che non riesce a comprendere. Dopo un’infanzia di sofferenza Oliver, ormai adolescente, riesce a trovare persone di cui si può fidare e che gli danno affetto e felicità. Il racconto è diviso in due parti: la prima narra cosa accade a Oliver in prima persona, l’altra invece tutti i fatti che non accadono direttamente al ragazzo, ma quelli che si creano intorno al mistero della sua famiglia.
Questo libro mi è piaciuto molto perché solo alla fine del libro si riesce a comprendere il motivo vero per cui Oliver viene perseguitato da tutti e perché accadono tutti quei fatti misteriosi a cui all’inizio della narrazione non riesci a dare una spiegazione. Tutto ciò ci sprona alla lettura e a farci delle domande di cui avremo risposta in seguito. Mi ha colpito la forza di questo ragazzo che, nonostante la paura e le avversità che incontra nella sua vita, non abbandona mai la speranza di una vita migliore e la fede.
FIGLIA DI UNA VESTAGLIA BLU di SIMONA BALDANZI
Questo romanzo racconta di una laureanda universitaria, figlia di operai, oltre che autrice del libro, che decide di scrivere la tesi di laurea sui minatori ,lontani dalle famiglie, provenienti dal Meridione e venuti a lavorare nel Mugello per costruire gallerie per i treni ad alta velocità. Decide quindi di conoscere meglio i protagonisti della sua tesi distribuendo loro dei questionari e legando poco a poco con loro un rapporto umano. Le tute arancioni, combattive e stanche che mangiano, dormono e vivono nei campi-base, le fanno ricordare il suo passato e il suo paese. Ricorda il periodo della sua infanzia e di sua madre Sandra, che ha cucito jeans Rifle per più di 30 anni, dalle cui mani si vede il gran lavoro svolto nella fabbrica. Il solo desiderio di Sandra è che la figlia continui gli studi per assicurarsi un futuro migliore e più sereno del suo.
Questo libro mi è piaciuto perché tratta del lavoro svolto con fatica e dedizione dagli operai delle gallerie, persone che passano la vita a lavorare duramente per guadagnarsi da vivere e che ricordano la madre Sandra che porta con se i segni del proprio lavoro sulle mani.
DUE DI DUE di ANDREA DE CARLO
La narrazione è ambientata a Milano intorno alla fine degli anni 60, periodo in cui parte dell’Europa è caratterizzata dall’aumento di ricchezza e benessere, che marcano le differenze tra le classi sociali. Mario, voce narrante, racconta la forte amicizia con Guido che lo lega dai tempi del Liceo in un clima di ribellione caratterizzato da cortei, manifestazioni, proteste e occupazioni di scuole e università. Questi due protagonisti sono completamente diversi ma con lo stesso obiettivo di libertà. Mario è un ragazzo timido, mentre l’altro ha un carattere forte,carismatico e intraprendente che attira l’attenzione e la curiosità di chi gli sta intorno. Dopo la loro conoscenza Guido riesce ad infondere sicurezza all’amico, che riesce a quel punto a manifestare i suoi pensieri più apertamente nascondendo la timidezza. Guido decide di lasciare il liceo, intraprende invano dei viaggi tra Europa, Australia e America per trovare la felicità e diventa scrittore, mentre Mario, terminato il liceo e frequentata l’università, decide di vivere nella campagna umbra, dove si costruisce una casa e una famiglia con un lavoro di successo grazie alla fondazione della cooperativa agricola. Tramite le lettere spedite da Guido riescono a mantenere intatta la loro amicizia, una indimenticabile amicizia che nonostante la lontananza durerà per tutta la vita.
Questo libro mi è piaciuto perché tratta il tema dell’amicizia, molto importante e di grande rilievo durante l’età adolescenziale in quanto indispensabile per superare questo periodo di difficoltà, di crescita e di continua ricerca di chiarezza. La cosa che mi ha colpito di più è stato capire quanto le nostre scelte possano influenzare il nostro destino e quello delle persone che ci stanno accanto.
“Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, due di due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio.”
mercoledì 12 settembre 2007
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