mercoledì 12 settembre 2007

Un libro...

Charles Dickens
“Le avventure di Oliver Twist”

Questo libro parla di Oliver, un ragazzo orfano, che viene cresciuto nell’ospizio della parrocchia, fino a che non fa il ‘grosso’ errore di chiedere un’altra porzione della ‘pappina’ che veniva data a pranzo a tutti gli orfanelli. Oliver viene quindi mandato a lavorare da un impresario di pompe funebri, ma, accusato ingiustamente e maltrattato, scappa e va a Londra. Lì si unirà a una banda di ladri (composta maggiormente da ragazzi), anche se lui non sa cosa siano veramente. Al primo furto che lui assiste dei suoi nuovi amici, ne esce sconvolto, scappa e viene aiutato da un gentiluomo, che lo avrebbe quasi adottato. Ma i ladri lo rapiscono e lo costringono a fare un colpo con loro. Rimasto ferito perché scoperto dal servitore della casa, Oliver viene comunque accolto dalle padrone di essa, e da lì riuscirà ad essere veramente felice per la prima volta nella sua vita. Ma la banda di ladri lo cerca e allora Oliver, con le signore e il gentiluomo, riescono a tirarlo fuori dai guai, consegnando alla giustizia i suoi nemici e inoltre scoprendo la sua identità.

Dickens è stato molto bravo perché è riuscito a intrecciare bene le vite dei suoi personaggi, in modo che non traspari niente al lettore mentre gli descrive il personaggio in questione. Il libro è anche una denuncia dello sfruttamento minorile del tempo di Dickens (la prima metà dell’Ottocento) in Inghilterra: bambini costretti a lavorare, o addirittura a rubare e trattati come animali. Il libro è scritto molto bene ed è scorrevole e l’autore non si dilunga troppo nelle descrizioni di luoghi o personaggi. È un libro che consiglio di leggere a tutti, perché è molto bello e fa vedere attraverso gli occhi di un bambino, come essere da soli in un luogo sconosciuto, può essere molto difficile e ci si aggrappi alla prima ancora di salvezza.

Il libro mi è piaciuto molto, anche se è un po’ lungo si legge molto velocemente. La cosa che mi è piaciuta di questo libro è che Dickens ha messo in confronto i disgraziati, costretti a rubare, e la classe signorile, che può dedicarsi allo studio e alla musica. Un pezzo che mi ha colpito molto è quando proprio si vengono a incrociarsi queste due classi sociali, il gentiluomo che vuole aiutare una ladra a uscire dalla vita che sta facendo, mentre lei non ne vuole sapere, perché è troppo legata ad essa.
“«No, non posso, signore» rispose infatti Nancy, dopo una breve lotta interiore. «Sono incatenata alla vita di un tempo. La odio e la disprezzo, ormai, ma non posso rinunciarvi. Devo essermi spinta troppo oltre per poter tornare indietro…»”

Oscar Mondadori, I edizione nel 1996
€ 8,40

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